A piedi da Fabriano a L’Aquila, per indagare gli effetti del terremoto geologico e dell’anima
Giovedì 23 aprile alle ore 21, presso la sede CAI Fossano, Alberto Abbà presenta il suo volume Cosa ci salva da un terremoto


Giovedì 23 aprile alle ore 21, presso la sede CAI Fossano, Alberto Abbà, in dialogo con Anna Maria Arese, AVIS Fossano, presenta un volume che parla di resistenza portando sotto la luce dei riflettori quella delle popolazioni colpite dal susseguirsi degli eventi sismici che negli ultimi quindici anni hanno sconvolto il Centro Italia e che tra le tante iniziative solidali hanno dato vita al Cammino nelle Terre Mutate, un trekking di 250 chilometri nel cuore dell’Appennino.
Un percorso solidale e di conoscenza, un momento di relazione profonda con l’ambiente naturale e con le persone che vivono nei luoghi trasformati dal sisma.
Da Fabriano a L’Aquila, l’itinerario attraversa i territori ed entra in contatto con le comunità di quattro regioni del Centro Italia (Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo), lungo i sentieri escursionistici e ciclabili di due importanti aree protette: il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e il Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga.
La serata, organizzata in collaborazione con ANPI e ARCI Fossano e associazione culturale L’atrio de Gentili, è a ingresso libero.

L’autore
Alberto Abbà, verzuolese, appassionato di sport e della montagna in tutte le stagioni, lavora per la Fondazione L’albero della vita e dal 2008 collabora con il Corriere di Saluzzo, testata per la quale firma la rubrica Fermo Immagine.
Il volume

Cosa ci salva da un terremoto? In cammino nelle Terre Mutate, in cerca di una risposta
È il secondo titolo di Deviazioni, una collana “fuori rotta”, un percorso di ricerca, interrogativi, dubbi, edita dalle Edizioni Il Lupo, specializzata in titoli inerenti l’Appennino abbruzzese e laziale.
Il percorso di Alberto Abbà è una “deviazione”, una variante rispetto ai sentieri più battuti e patinati proposti delle riviste.
Racconta l’esito di eventi tragici, quelli che dal 2009 al 2017 hanno segnato il Centro Italia, modificandone la storia, il territorio, la vita della sua gente.
“Deviando” dalla stesura di una guida tradizionale, Alberto racconta, con l’umiltà che lo contraddistingue, il viaggio a piedi da Fabriano a L’Aquila inciampando in cicatrici e fiori di rinascita.
Cosa ci salva da un terremoto? Tutti hanno un seme, conficcato chissà dove nel proprio corpo, per rialzarsi e continuare a sognare.
160 pagine, 12,00 euro.
Una recensione
Alberto è sicuramente una persona di una bontà e sensibilità oggi purtroppo sempre più rara, e questo traspare tra le righe di ogni pagina di questo splendido volumetto. Ho apprezzato prima di tutto la sua capacità di trasformare un cammino in una profonda esperienza di conoscenza umana. Alberto attraversa territori e incontra persone devastate dal terremoto sempre con profondo rispetto, affrontando tematiche importanti oserei dire in punta di piedi. Con la stessa leggerezza poi ci porta a riflettere, come fosse l’altra parte dello specchio, sui terremoti dell’anima che ognuno prima o poi si trova ad affrontare nella vita. Un libro commovente, poetico, che da anche però una iniezione di fiducia e di coraggio e che consiglierei a tutti. I camminatori ne guadagneranno una gran voglia di percorrere i suoi stessi sentieri, tutti gli altri tanti spunti di riflessione. Non da ultimo Alberto scrive bene:sa con poche parole trasmettere l’emozione di un luogo, un immagine, un ricordo, il piacere di una birra bevuta dopo una giornata di cammino, l’empatia di un incontro…. e alla fine del libro sembra di conoscere lui, ie persone che ha incontrato e un po’ di più anche noi stessi.
