Calendario attività 2019

Anche per il 2019 le sezioni CAI della provincia di Cuneo (Alba, Barge, Bra, Cervasca, Ceva, Cuneo, Fossano, Garessio, Mondovì, Ormea, Peveragno, Racconigi, Saluzzo e Savigliano), insieme con quelle di Cavour e Savona, hanno deciso di dare alle stampe l’opuscolo che presenta le loro iniziative.

L’azione delle sedici sezioni del Club Alpino Italiano riunite nell’associazione Le Alpi del Sole, fondata nel 1992, non si concretizza solamente nella realizzazione delle attività che trovate elencate mese per mese nelle pagine di questa pubblicazione, ma anche attraverso la gestione di numerosi rifugi e bivacchi aperti a tutti i frequentatori delle nostre montagne, l’organizzazione di corsi di varia natura, manifestazioni e incontri, nonché di giornate dedicate alla manutenzione dei sentieri.

Alla base dell’operato del CAI viene posto l’obiettivo di far conoscere, amare e rispettare l’ambiente alpino. Questa non è una dichiarazione velleitaria e retorica, poiché i disastri ambientali cui stiamo assistendo sono anche il frutto della non conoscenza del territorio e del suo mancato rispetto.

La montagna, in modo particolare, è un ambiente fragile che subisce da anni aggressioni di ogni tipo da parte di chi sostiene di favorirne lo sviluppo. 

Con le nostre proposte escursionistiche vogliamo promuoverne una fruizione consapevole e rispettosa che nulla ha da spartire con chi concepisce il turismo montano come un far west senza regole dove tutto è lecito e permesso.

Per questo da oltre venticinque anni ci battiamo come associazione contro l’invadenza delle motoslitte e di altri mezzi motorizzati e per respingere quelle forme di turismo che, vorrebbero trasformare le nostre vallate in terreno di gioco per frequentatori dediti ad attività proibite altrove perché dannose per l’ambiente. A cominciare dalla pratica dell’eliski.

Diciamo con fermezza no a tali iniziative, anche perché ci sembra un’incongruenza deleteria favorire la diffusione in quota di quel rumore e inquinamento che già congestionano i centri urbani.Chi frequenta le nostre montagne, ne apprezza la tranquillità e l’autenticità. Trasformarle in una “destinazione” dove tutti possono fare tutto significa snaturarle e banalizzarle, cosa che, anche in termini di presenze, a medio-lungo termine non si potrà non pagare a caro prezzo.

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