Rocca dellʼAbisso (2755 m), Sperone Ovest/Nord-ovest

Alpinismo Alpi Marittime Valle Vermenagna Ilario Tealdi

La Rocca dellʼAbisso è la prima vetta importante delle Alpi Marittime, che proprio al Colle di Tenda hanno il loro inizio.
Lo Sperone Ovest/Nord-ovest è un itinerario che non presenta mai difficoltà elevate, la roccia è sempre molto bella (ma bisogna prestare attenzione in certi passi alle pietre accatastate), lʼambiente è appartato e tranquillo. Da una parte il mare lontano riflette la luce del sole, dallʼaltra lo sguardo spazia sulla catena alpina fino al Gruppo del Rosa. A poca distanza il Monte Bego, la montagna sacra, un vero e proprio museo allʼaria aperta con i suoi graffiti che raccontano e testimoniano la salita degli uomini dal mare alle montagne.

Prima salita: G. Ghibaudo e M. Dalmasso, 13 giugno 1980.

Roccia: gneiss, buona.

Difficoltà: AD (III+ max).

Dislivello: 200 m circa (300 m circa di sviluppo)

Tempo di salita: 2,5/3 ore.

Materiale: corde da 50 m, rinvii, cordoni o fettucce, friend e nut utili, martello per ripassare i chiodi in posto. La via è attrezzata con alcuni chiodi e spit; alle soste, in assenza di spuntoni naturali, ci sono con 1 chiodo e 1 spit (cercare bene perché le soste sono ben nascoste!)

Accesso stradale: da Cuneo si risale tutta la Valle Vermenagna e, poco prima del tunnel di Tenda, si seguono le indicazioni per il Colle di Tenda. Dal valico (1871 m), si segue la strada, che ora diventa sterrata, in direzione di Casterino. Con un lungo e panoramico traverso in quota si raggiunge la Bassa di Peirafica e si lascia lʼauto poco dopo il ponte sullʼomonimo rio, dove si trova lʼinizio del sentiero per i Laghi di Peirafica (2332 m; circa 6 km dal colle).

Avvicinamento. Si risale il bel sentiero che porta ai laghi di Peirafica transitando a fianco del lago inferiore (1,30 ore, ultima possibilità di reperire acqua). Verso nord-est si può individuare la piccola sella del Colletto dellʼAbisso, sulla cresta spartiacque tra lʼomonima Rocca e i Torrioni Saragat. Si sceglie il percorso migliore per attraversare la zona di grandi massi e risalire i ripidi pendii erbosi che portano alla selletta (2550 m; 2,15/2,5 ore). Da qui è ben individuabile lo Sperone Ovest/nord-ovest, che si raggiunge con un traverso in leggera discesa, superando la direttrice del canale che separa lo sperone dalla Rocca, fino a pervenire ai gradoni di roccia levigata, alla base dello sperone, sovrastati da un diedro di rocce più rotte, dove inizia la via.

Salita

1) Dai bei gradoni a destra del punto più basso delle rocce ci si innalza leggermente verso sinistra, per raggiungere un diedro che si supera direttamente, continuando poi sul filo di uno speroncino fino a pervenire a un terrazzino (III).

2) Si continua seguendo il filo dello spigolo su rocce facili e ben lavorate (III-).

3) Ancora per il filo dello spigolo fino a una cengia sotto placche biancastre (III).

4) Si salgono le placche con bellʼarrampicata e si esce su una forcella con passo in discesa.

5) Si supera un bel tratto affilato ed aereo fino ad unʼaltra forcella (III).

6) Si traversa sul lato nord e si sale un diedro-camino; poi ancora per lo sperone superando uno strapiombetto ricco di appigli (III+).

7) Per facili e grandi blocchi accatastati si superano le ultime difficoltà e si perviene alla sommità dello sperone (III-). Seguendo una traccia sul facile filo di cresta (segni rossi) si raggiungono in breve lʼanticima e la cima della Rocca dellʼAbisso.

Discesa. Si segue il sentiero della “normale” di salita, proveniente dal Colle di Tenda, fino in prossimità del Forte Giaura. Da qui si scende per il percorso che piega decisamente a destra e, tagliando i pendii erbosi, si immette nel Vallone di Caramagna. Lo si segue (tratti di lastricato nelle pietraie) fino a incontrare (nei pressi di una radura) il sentiero percorso al mattino che riporta allʼauto.


Ilario Tealdi

Arrampicatore attratto dalle pareti più appartate e dimenticate, Ilario Tealdi, cuneese, ha partecipato all’apertura di numerose nuove vie “ingaggiose”, in particolare con l’amico e storico compagno di cordata Enrico Manna. Fa parte della Scuola di Scialpinismo Ellena del CAI Cuneo, è accompagnatore di Alpinismo Giovanile, volontario del Soccorso Alpino e direttore del periodico sezionale Montagne Nostre.