Alpidoc 103

Sommario

EDITORIALE
Se non ora, quando?
Nanni Villani

CRONACA ALPINISTICA
Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori
Prime salite & C.
a cura di Fulvio Scotto

UOMO&MONTAGNA
Andrà tutto bene?
Ivan Borroni

MONTAGNA D’AUTORE
Il Bel Viso
Enrico Camanni, Fulvio Beltrando
Intervista doppia
a cura di Enrica Raviola e Nanni Villani

PREDE&PREDATORI
Maestri del limite.
La lezione dei selvatici
Irene Borgna

MIGRATORI
Andata e ritorno.
Dal Continente Nero alle Alpi
Luca Giraudo

PERSONAGGI
L’ABC dell’alpinismo in Marittime.
Elio Allario, Gianni Bernardi, Toni Caranta
e il progetto Sant’Anna capitale
a cura di Nanni Villani

Biodiversità
Itinerari per “temirari”
alla scoperta di habitat da proteggere
Bruno Gallino 

ALPIDOC 103

A modo suo, il numero 103 di Alpidoc passerà alla storia. Perché è il primo, e si spera l’ultimo, uscito in era Covid. Della qual cosa inevitabilmente c’è traccia nella pagine della rivista. 

A cominciare dall’editoriale di Nanni Villani, Se non ora, quando?, una riflessione sui “buoni propositi” espressi un po’ da tutti nella fase cruciale della pandemia, quando il virus e le sue pesantissime conseguenze sono stati visti come un’occasione per un concreto cambiamento di rotta, a cominciare dal rapporto con l’ambiente.

Sulla stessa scia si presenta l’articolo di Ivan Borroni, Andrà tutto bene?, un excursus sul problematico rapporto uomo-montagna, oggi più che mai alle prese con nuove, sempre più difficili, sfide. Tra le tante, solo pochi mesi fa l’emergenza climatica sembrava quella più urgente, dopo di che è successo quello che è successo. E domani? Ancora una volta il futuro delle terre alte è una pagina piena di punti interrogativi.

Nei giorni in cui noi, poveri maometti, non siamo potuti andare alla montagna, ecco che la montagna è venuta a noi. Nel caso del Monviso, il prodigio è accaduto sotto forma di un volume fotografico “illustrato” da un testo che unisce poesia e riflessione. Come è nato Il Bel Viso, di cui si dà un assaggio attraverso la riproduzione di alcune immagini e testi, ce lo raccontano gli autori Enrico Camanni e Fulvio Beltrando (autore anche della foto di copertina di questo numero), sollecitati – in un’intervista doppia condotta rigorosamente a distanza – a esprimersi anche su questo presente surreale che, tra le tante altre cose, ci ha privati per alcuni mesi del contatto con la natura. 

Natura che è sempre prodiga di lezioni che faremmo bene a mettere a frutto, come ci ricorda Irene Borgna in Maestri del limite. Chi sono costoro? Nient’altro che i selvatici – in primis il lupo, qui ritratto in alcune situazioni emblematiche dall’illustratore Giacomo Agnetti – i quali con la loro presenza ci insegnano una cosa che abbiamo dimenticato: che siamo animali tra gli animali; ce lo ricordano rimettendoci nel ruolo più scomodo: quello della preda, e lo fanno attraverso qualcosa di antico e di prezioso: la paura. 

Ancora di animali si parla, ma questa volta alati, in Andata e ritorno dal Continente Nero alle Alpi, a firma di Luca Giraudo. Il focus dell’articolo, illustrato dalle foto di Michelangelo Giordano, è sulla migrazione degli uccelli, un fenomeno antichissimo che molto ha a che vedere con l’evoluzione – non solo passata ma anche presente – del clima, tanto che i cambiamenti in atto stanno modificando le rotte di alcune specie, ma non soltanto quelle: come per numerosi altri esseri viventi, a essere messa in gioco è la loro stessa l’esistenza.

A rischio sono pure alcuni ambienti presenti nelle Alpi Liguri e Marittime, dove specie vegetali originarie di luoghi lontanissimi si sono riunite in “associazioni” tra loro molto peculiari, a formare habitat unici sul globo terrestre che vale la pena di visitare prima che scompaiano. Ecco dunque gli Itinerari per temirari (e non si tratta di un refuso) proposti da Bruno Gallino: quattro escursioni (due in Valle Stura, una in Valle Vermenagna e una in Valle Ellero) alla scoperta di altrettanti ecosistemi caratterizzati da una flora del tutto peculiare.

Un’altra proposta di visita riguarda Sant’Anna di Valdieri, dove recentemente è stato allestito una sorta di museo dell’alpinismo a cielo aperto. Ne parla Nanni Villani ne L’ABC dell’alpinismo in Marittime, un’intervista a Elio Allario e a Gianni Bernardi che, con lo scomparso Toni Caranta, sono stati tra i fautori del progetto Sant’Anna capitale alpinistica delle Marittime.

E per rimanere in tema, segnaliamo infine la corposa Cronaca alpinistica curata da Fulvio Scotto, preceduta da un “cavalleresco” omaggio alla recente attività di Alice Arata, tra le più promettenti esponenti dell’alpinismo femminile in Italia, la scorsa estate protagonista con Pietro Godani di un bell’exploit al Castello delle Aquile, nel Gruppo del Marguareis. 

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Contenuti scaricabili

L’ABC dell’alpinismo in Marittime.Elio Allario, Gianni Bernardi, Toni Caranta e il progetto Sant’Anna capitale

Sant’Anna, alta Valle Gesso. Un tempo residenza reale di Casa Savoia, oggi unico centro abitato tutto l’anno all’interno dei confini del Parco. All’entrata del paese la scorsa estate è comparsa una gigantografia della Serra dell’Argentera corredata da una scritta a caratteri cubitali: “Sant’Anna di Valdieri capitale alpinistica delle Alpi Marittime”. Una proclamazione che rischia di apparire un po’ troppo altisonante?


Il Bel Viso

Nei giorni in cui noi, poveri maometti, non siamo potuti andare alla montagna, ecco che la montagna è venuta a noi. Nel caso del Monviso, il prodigio è accaduto sotto forma di un bel volume fotografico “illustrato” da un testo che unisce poesia e riflessione. Come è nato, ce lo raccontano gli autori, sollecitati – in un’intervista doppia condotta rigorosamente a distanza – a esprimersi anche su questo presente surreale che, tra le tante altre cose, ci ha privati per alcuni mesi del contatto con la natura.


Itinerari per temirari alla scoperta di habitat da proteggere

Nelle Alpi Liguri e Marittime esiste un hotspot di biodiversità riconosciuto dalla comunità scientifica mondiale dove specie vegetali originarie di luoghi diversi si sono riunite in “associazioni” tra loro molto peculiari, a formare habitat unici sul globo terrestre. Habitat che vale la pena di visitare prima che scompaiano