Alpidoc

La rivista di chi ama le Alpi d’Oc

Alpidoc è una testata nata nel 1992 per iniziativa dell’associazione Le Alpi del Sole, che oggi riunisce le 14 sezioni del Club Alpino Italiano della provincia Cuneo più quelle di Cavour e di Savona.

Oltre che venire inviato per posta ai soci ordinari delle suddette sezioni e agli abbonati diretti, il trimestrale è distribuito nelle principali edicole della provincia di Cuneo.
Da sempre diretta da Nanni Villani, la rivista – nel suo settore una delle poche ancora edite a livello nazionale – si occupa a 360° gradi delle Alpi d’Oc, dalle Liguri alle Cozie, proponendo notizie di attualità, dossier, interviste, articoli su alpinismo, scialpinismo, arrampicata, escursionismo, trekking, mountain bike, speleologia, natura, cultura, proposte di itinerari, approfondimenti, storie e racconti.

In tempi recenti, in occasione di due eventi molto speciali, sono stati realizzati due numeri monografici di Alpidoc: il numero 79, dedicato al 150° anniversario della prima salita al Monviso, e il numero doppio 83/84, per celebrare i vent’anni della testata e fare il punto su quanto e come è cambiato il mondo della montagna negli ultimi due decenni.

L’ultimo numero

Alpidoc 99

La foto di copertina (di Nanni Villani), il Gruppo Castello Provenzale riflesso in una pozza, rimanda al servizio sugli specchi d'acqua alpini proposto all'interno della rivista e ispirato dalle considerazioni (le medesime che chiunque abbia frequentato le alte quote negli ultimi anni ha purtroppo avuto modo di formulare) messe nero su bianco da Furio Chiaretta nell'introduzione del suo volume di itinerari Andar per laghi. Il tutto supportato dall'autorevole contributo di Daniele Cat Berro e Luca Mercalli, che delineano il (drammatico) quadro dei cambiamenti climatici e dei relativi impatti sui territori montani, e completato dalla proposta di quattro escursioni ad alcune "perle fragili" non troppo conosciute.

Altri servizi di rilievo sono quelli a firma di Andrea Parodi sui Duemilanove delle Alpi Marittime e di Marco Decaroli sul Rifugio Questa, in Valle Gesso.

Il primo propone una serie di spunti per chi è a caccia di escursioni un po' più impegnative (o, se si preferisce, di scalate facili) a una serie di cime comprese tra il Colle di Tenda e il Colle della Maddalena. Spunti corredati di quattro relazioni tratte dal volume Vette e vie normali, ultimo "prodotto" del prolifico alpinista/editore ligure. Talmente prolifico che, in un'intervista di Enrica Raviola all'autore, si cerca di raccontare la genesi di questa nuova, forse definitiva, guida, discendente diretta di un precedente lavoro ormai fuori catalogo.

Il secondo invece delinea l'annosa vicenda del Rifugio Questa, dalla Sezione Ligure–Genova del CAI annoverata tra le proprie strutture per più di 90 anni e ora passato in mani private in virtù di una recente sentenza che ha messo fine al contenzioso sulla proprietà. Sentenza che forse sancirà anche la "morte" rifugio stesso, fondamentale punto di appoggio per chi effettua la traversata delle Marittime. Come lasciano purtroppo presagire le parole dello storico gestore Flavio Poggio, intervistato da Nanni Villani.

Per chi cerca nuova ispirazione per le escursioni autunnali, si segnala dulcis in fundo una proposta in zona Limone Piemonte: l'anello del Crest, un itinerario che in parte ricalca un antico sentiero riaperto di recente e che si snoda tra il Vallone del Cros e quello di San Giovanni.

Da segnalare, infine, l'editoriale Non c'è più rispetto, che pone l'accento su un tema sempre più cruciale: la frequentazione responsabile della montagna. Talmente cruciale che se ne discuterà a Longarone il prossimo 24 novembre, nel corso di un convegno patrocinato dal Club Alpino Italiano. Come porre un argine alla cosiddetta "montagna cafona", come contenere i "bulli d'alta quota"? Una sfida non da poco in tempi in cui il turismo (ineducato) di massa sembra aver scoperto le alte quote…

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Alpidoc, 80 pagine, 3,50 euro
Abbonamento 3 numeri, 11 euro
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